L’ennesima porcata: il decreto salvaliste
Il governo, ben imbeccato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ne ha sfornata un'altra delle sue: un bel decreto legge per porre rimedio all'esclusione delle liste del PdL dalle elezione regionali del Lazio e della Lombardia.
Il provvedimento, preso dal Consiglio dei Ministri nella tarda sera di venerdì, è stato annunciato da Maroni definendolo “decreto interpretativo” perché “si limiterebbe a dare la giusta interpretazione alle norme elettorali già vigenti”. Un vero esempio di coerenza visto che pochi giorni prima aveva chiuso ogni possibilità di tappare con un decreto ad-hoc il Vulnus democratico generato dal Caos Liste.
E Napolitano sta a guardare (e firmare).
Peccato che l'interesse a definire queste norme sia nato proprio dall'esclusione delle liste facenti capo all'attuale maggioranza di governo. Altre forze politiche sono state escluse per mancanza di requisiti senza che nessuno muovesse un dito nei loro confronti, sia in passato, sia in questa occasione...
Peccato che è evidente che il decreto, già di per sé discutibile perché tocca unilateralmente una materia delicata come quella elettorale, porta in sé alcune innovazione sostanziali, visto che è nato allo scopo di cambiare le sorti dell'ammissione delle tante discusse liste del PdL.
Peccato che nessuno parla della possibilità che lo stesso decreto, qualora non fosse convertito in legge tra 60 giorni, perdendo di efficacia sin dall'inizio, finisca per mettere evidentemente in discussione l'esito delle elezioni appena svolte, col caos e gli scontri istituzionali che ne conseguirebbero.
Quel che ne esce è un quadro davvero triste. L'Italia è messa per l'ennesima volta in ginocchio dalle prove di forza di questo governo, fatto ad immagine e somiglianza di Berlusconi, il quale è riuscito – cosa non da poco – ad abituarci al continuo e lento smantellamento di tutte le regole di questo paese.
Coi suoi trascorsi d'evasione fiscale, corruzione di giudici e testimoni, puttaniere e frequentatore di minorenni, non ultimo cabarettista di sedi istituzionali, ha fornito a questa ed alle prossime generazioni un modello di Leader carismatico, vincente, senza scrupoli ed impunito, che tanto ricorda i tristi esempi del nostro passato.
Peggio di lui sono tutti coloro che, facendosi forte dell'investimento popolare ricevuto, ma spinti da ben altri logiche ed equilibri di partito, si prestano a questa lenta ed inesorabile demolizione della Costituzione. Quando in televisione si accusa l'attuale Premier d'aver influenzato il voto dei cittadini con l'uso dei mezzi di informazione, loro lo difendono dicendo che i cittadini non sono così stupidi ed ignoranti come si vorrebbe far pensare. Il mio modesto parere è che se già non lo sono - cosa di cui dubito - di questo passo tutti presto lo diventeranno visto l'esempio che i governanti stanno dando loro.
O Italia creata dagli sforzi e dai sogni di Libertà dei Partigiani, a cosa ti stanno riducendo?
Personalmente scenderò in piazza sabato prossimo per protestare per questa e mille altre ragioni.
Chi ama un'idea d'Italia diversa da questa ci segua...
Il decreto salva liste
Il governo, ben imbeccato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ne ha sfornata un'altra delle sue: un bel decreto legge per porre rimedio all'esclusione delle liste del PdL dalle elezione regionali del Lazio e della Lombardia.
Il provvedimento, preso dal Consiglio dei Ministri nella tarda sera di venerdì, è stato annunciato da Maroni definendolo “decreto interpretativo” perché “si limiterebbe a dare la giusta interpretazione alle norme elettorali già vigenti”. Un vero esempio di coerenza visto che pochi giorni prima aveva chiuso ogni possibilità di tappare con un decreto ad-hoc il Vulnus democratico generato dal Caos Liste.
Peccato che l'interesse a definire queste norme sia nato proprio dall'esclusione delle liste facenti capo all'attuale maggioranza di governo. Altre forze politiche sono state escluse per mancanza di requisiti senza che nessuno muovesse un dito nei loro confronti, sia in passato, sia in questa occasione...
Peccato che è evidente che il decreto, già di per sé discutibile perché tocca unilateralmente una materia delicata come quella elettorale, porta in sé alcune innovazione sostanziali, visto che è nato allo scopo di cambiare le sorti dell'ammissione delle tante discusse liste del PdL.
Peccato che nessuno parla della possibilità che lo stesso decreto, qualora non fosse convertito in legge tra 60 giorni, perdendo di efficacia sin dall'inizio, finisca per mettere evidentemente in discussione l'esito delle elezioni appena svolte, col caos e gli scontri istituzionali che ne conseguirebbero.
Quel che ne esce è un quadro davvero triste. L'Italia è messa per l'ennesima volta in ginocchio dalle prove di forza di questo governo, fatto ad immagine e somiglianza di Berlusconi, il quale è riuscito – cosa non da poco – ad abituarci al continuo e lento smantellamento di tutte le regole di questo paese.
Coi suoi trascorsi d'evasione fiscale, corruzione di giudici e testimoni, ha fornito a questa ed alle prossime generazioni un modello di Leader carismatico, vincente, senza scrupoli ed impunito, che tanto ricorda i tristi esempi del passato. Peggio di lui sono tutti coloro che, facendosi forte dell'investimento popolare ricevuto, ma spinti da ben altri logiche ed equilibri di partito, si prestano a questa lenta ed inesorabile demolizione della Costituzione. Quando in televisione si accusa la destra di aver influenzato il voto dei cittadini con l'uso dei mezzi di informazione, il PdL si difende dicendo che i cittadini non sono così stupidi ed ignoranti come si vorrebbe far pensare. Il mio modesto parere è che se già non lo sono, di questo passo tutti presto lo diventeranno visto l'esempio che i governanti ci stanno dando.
L'Italia creata dagli sforzi e dai sogni di Libertà dei Partigiani, a cosa ti stanno riducendo?
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