Il governo del “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” e del “diminuiremo la pressione fiscale” si smentisce ancora una volta. Il rubicondo Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali, approfittando della distrazione dei media durante le ultime feste natalizie, ha firmato il 30 dicembre un decreto che introduce il concetto dell’equo compenso, ovvero un balzello da applicare in pratica ad ogni supporto vergine e prodotto high-tech dotato di memoria flash o disco rigido. Questa “tassa di fatto” su telefonini, lettori mp3, console, ricevitori satellitari, cd e dvd verigini, chiavette USB, andrà ancora una volta a rimpinguare le casse della SIAE. Alle critiche dei suoi stessi iscritti, si aggiungono le rigide posizioni di opposizione da parte di tutte le associazioni dei consumatori e dei produttori di high-tech (Nokia in primis).
In realtà il decreto è frutto di un percorso iniziato lo scorso maggio con la costituzione di una commissione di studio presso il Ministero dei beni culturali, e terminata a dicembre con un incontro tra produttori e consumatori, dei quali non sono state di fatto considerate le eccezioni.
Esso vorrebbe prevedere un indennizzo preventivo ai titolari degli aventi diritto, per la copia privata realizzata dai legittimi utenti delle opere attraverso apparecchi e supporti destinati alla registrazione di fonogrammi e videogrammi. Ma allora cosa centrano tutti quei dispositivi che subiranno dei rincari proprio a causa di questo decreto? E poi, lo stesso concetto di preventivo addebito potremmo applicarlo alle automobili: si potrebbe multare preventivamente i loro proprietari in base alla velocità massima della vettura presumendo che un giorno non rispetteranno i limiti imposti dal codice della strada.
Ma vediamo, in soldoni, quali prodotti subiranno un rincaro:
-
Supporti audio analogici: 0,23€ per ogni ora di registrazione;
-
Supporti audio digitali dedicati (minidisc, CD-R audio CD-RW audio): 0,29€ per ogni ora di registrazione e in proporzione per durate eccedenti;
-
Supporti digitali non dedicati idonei alla registrazione di fonogrammi (CD-R dati, CD-RW dati): 0,23€ per ogni 650Mb;
-
Supporti video analogici: 0,29€ per ogni ora di registrazione;
-
Supporti video digitali dedicati (DVHS, DVD-R video DVD-RW video): 0,29€ per ogni ora di registrazione e in proporzione per durate eccedenti;
-
Supporti digitali non dedicati ideonei alla registrazione di videogrammi (DVD-R dati, DVD-RW dati): 0,87€ per ogni 4,7GB;
-
Apparecchi esclusivamente destinati alla registrazione analogica o digitale audio/video: 3% dei relativi prezzi di listino al rivenditore;
-
Apparecchi polifunzionali idonei alla registrazione analogica o digitale audio/video con funzioni ulteriori a quella di registrazione: 5% del prezzo commerciale di un apparecchio avente caratteristiche equivalenti a quelle della componente interna destinata alla registrazione;
-
Telefonini: aumento una tantum di 0.90 €;
-
Computer: aumento di 2,4€ (con masterizzatore) o 1,9€ (senza masterizzatore);
Mediamente, pare che le famiglie subiranno un aumento medio di 100€ annui, da aggiungersi agli aumenti delle tariffe di utenze, autostrade e treni già avvenuti ad inizio anno.
Che dire? Trattasi soltanto dell’ennesimo regalo natalizio del governo alla lobby di turno (ovviamente a nostre spese)?Poco importa se così facendo penalizziamo l’informatizzazione del paese, aumentiamo il digital divide, e creiamo un precedente contro la liberalizzazione della cultura, anche attraverso internet.
Vista l’età media dei parlamentari è evidente che questo problema li riguarderà ancora per poco…