Revisionismi storici: Craxi statista
Pochi giorni fa abbiamo dovuto sorbirci l'editoriale sul TG1 di Minolini a voler sostenere la necessità di ricordare, a 10 anni dalla sua morte, Craxi come un grande statista (paragonato a Regan e Papa Woyitila). All'anniversario della sua morte, il governo - sempre pronto a riverire chi nel corso degli anni ha ben servito gli interessi del padrone Berlusconi - ha pensato bene di mandare una delegazione, composta, tra gli altri, da ben tre ministri (Brunetta, Frattini e Sacconi) e dall'immancabile Cicchitto, per depositare un bel tricolore sulla tomba del Bettino nazionale. E la Moratti vuole pure dedicargli una via...
Dovrebbero questi politici spiegare a tutti gli italiani come me, fortunatamente non ancora cerebro-lesi, come sia possibile pretendere di ricordare Bettino Craxi solo per le presunti doti di statista e non per le innumerevoli nefandezze di cui si rese autore nel corso degli anni di governo. Non fu certo per persecuzione politica, ma per evitare le conseguenze dei reati che commise, che si sentì costretto ad esiliare in Tunisia.
Dovrebbero questi politici ricordare anche questa parte di curriculum dello splendido statista.
Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato a:
- 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai;
- 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese.
Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato. Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:
- 4 anni e una multa di 20 miliardi di Lire in primo grado per il caso All Iberian, pena poi prescritta in appello.
- 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel;
- 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio;
- 3 anni in appello bis per il caso Enimont.
Un totale di 10 anni di condanne definitive.
A noi comuni cittadini rispettosi della legge e del ruolo delle istituzioni ci riesce difficile pensare a Craxi come uno statista modello da ricordare e a cui intitolare una strada o una piazza.
Saremo patetici, ma preferiamo ricordarlo per l'immagine culmine della sua folgorante carriera politica: la pioggia di monetine che lo investì all'uscita dall'Hotel Raphael a Roma. Godetevela:
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